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Chiara Pozzi sostituisce Davide Tacelli
martedě 16 settembre 2014

COMUNICATO STAMPA

del 16 settembre 2014

 

NUOVA PRESENZA FEMMINILE IN CONSIGLIO COMUNALE

Chiara Pozzi sostituisce il dimissionario Davide Tacelli

 

Si arricchisce di una nuova presenza femminile il Consiglio comunale di Sondrio.

A partire dalla prossima seduta, programmata per venerdì 26 settembre, Chiara Pozzi sostituirà Davide Tacelli, candidato sindaco lo scorso anno per la lista civica Sondrio anch’io.

Come aveva annunciato al termine del Consiglio di luglio, Tacelli ha rassegnato formalmente le dimissioni dalla carica di consigliere nella giornata di lunedì, dando spazio alla prima dei candidati non eletti alle ultime consultazioni amministrative. Per Chiara Pozzi si profila così un percorso simile a quello che era toccato allo stesso Tacelli nell’ottobre del 2011, quando fu chiamato a sostituire il consigliere dimissionario Pedro Forni, che era stato candidato sindaco nel 2008, anno in cui Sondrio anch’io si era affacciata al panorama politico cittadino. Oggi, come tre anni fa, il passaggio di testimone scaturisce da una decisione assunta all’interno della lista civica, allo scopo di consentire anche ad altre persone che condividono la stessa passione politica di poter partecipare attivamente all’amministrazione della città.

«Quella che ho concluso – afferma il dimissionario consigliere Tacelli – è stata certamente un’esperienza positiva ed arricchente, vissuta con passione ed impegno, nell’ottica del servizio e della testimonianza di quelli che sono i valori di cui la nostra lista civica si fa portatrice, ben consapevole dei limiti che l’essere minoranza comporta». Limiti da cui emerge l’unico rammarico di Tacelli. «Purtroppo – spiega –, anche in una realtà piccola come quella di Sondrio, le logiche di schieramento troppo spesso prevalgono sulla realizzazione condivisa del bene comune, con la conseguenza che comunque vada e a prescindere dal contenuto della proposta lo schieramento opposto ha sempre torto, sia esso la maggioranza o la minoranza».

 

«Sono ora contento di lasciare il testimone a Chiara – conclude Tacelli –, che ben saprà continuare con entusiasmo e intelligenza l’attività finora svolta dalla nostra lista». Un’attività che Chiara Pozzi ben conosce, essendo tra i primi aderenti a Sondrio anch’io. Nata a Sondrio il 17 febbraio 1980, Pozzi è sposata e ha due figli. Diplomata al liceo classico, nel 2004 si è laureata in Scienze della Formazione ed oggi è dipendente di una banca locale. Impegnata in alcune associazioni di volontariato, coltiva molte passioni tra le quali la cucina, la montagna e la lettura. Ma anche quella per la politica, grazie alla quale auspica di poter offrire, sulla scia dei suoi due predecessori, il proprio contributo per un dialogo costruttivo all'interno del consiglio comunale.
 
Commenti ultimo consiglio del 28/4/2014
martedě 29 aprile 2014

Di seguito, gli interventi del nostro consigliere Davide Tacelli su alcuni punti dell'ordine del giorno del consiglio comunale del 28/4/2014

 

Mozione del consigliere Barberi Matteo (Movimento 5 Stelle) avente ad oggetto “Deliberazione della Giunta Regionale Lombardia della seduta del 31 gennaio 2014 n. X/1320 avente ad oggetto: "Programmazione del sistema «Dote Scuola» per i servizi di istruzione e formazione professionale per l'anno scolastico e formativo 2014/2015"

Alcune considerazioni riguardo a questa proposta.

Innanzitutto nei toni … toni minacciosi … da ultimatum … non siamo in Ucraina  … e non credo neppure che il movimento 5 stelle sia il depositario della verità assoluta

Insomma sono toni da Beppe  Grillo  che mal si conciliano a mio avviso col proponente  e che  a mio avviso dovrebbero essere lasciati al blog di beppe grillo 

Per quanto riguarda invece la sostanza devo dire che condivido ancora meno la proposta:

-       Che il comune debba farsi parte attiva dinanzi al TAR per la salvaguardia di un presunto interesse legittimo dei ricorrenti personalmente mi sembra una follia …. Per assurdo allora il comune dovrebbe farsi parte attiva in tutti i processi attivi per presunta lesione di un interesse legittimo dinanzi al TAR, al CS alla Corte d’assise … è un’assurdità

-       La proposta inoltra è figlia di un concetto statalista accentratore dell’istruzione, antistorico e soprattutto antieconomico. È evidente infatti che grazie alla scuole paritarie lo stato risparmia diversi milioni di euro ogni anno: lo stato spende per ogni studente nelle scuole statali € 7.319,50 mentre per ogni alunno nelle scuole paritarie la spesa dello stato è di €  401,75.

-       Lo scandalo oggi è che in verità  agli italiani non è riconosciuto la libertà di scelta rispetto alla scuola, in quanto le scuole paritarie sono riservate a chi ha un buon reddito o  è disposto a sostenere notevoli sacrifici per mandare i propri figli in Istituti che a proprio avviso sono più adatti. Quindi si c’è discriminazione, ma all’incontrario.  Magari si raggiungesse finalmente anche in Italia come avviene in tutti gli altri paesi la libertà di scelta  della scuola. Il problema che in Italia si possono dedurre le spese del veterinario ma non quelle scolastiche. Come diceva una personalità di spicco recentemente Non possiamo - per ragioni di giustizia – non rilevare ancora una volta la grave discriminazione per cui, nel nostro Paese, da un lato si riconosce la libertà educativa dei genitori, e dall'altro la si nega nei fatti, costringendoli ad affrontare pesi economici supplementari.

-       E meno male che almeno a livello regionale si cerca di venire incontro a questo diritto. Oggi a fronte di 7.878.661 studenti che frequentano gli istituti statali, gli alunni delle scuole paritarie sono 1.036.312, cioè il 13 per cento del totale del corpo scolastico. È noto anche ai meno avveduti che se questo 13 per certo si riversasse nel sistema pubblico, il sistema scolastico pubblico collasserebbe.

Se questi alunni infatti frequentassero le scuole statali, il maggior costo per la Repubblica sarebbe pari a 6.245 milioni di Euro che lo Stato dovrebbe “spendere” per consentire la frequenza delle scuole statali agli studenti delle scuole Paritarie.

Ciò rende economicamente “conveniente” per lo Stato incrementare il proprio impegno a favore delle famiglie frequentanti il sistema paritario.

Il “collasso” economico del sistema non statale, infatti, comporterebbe un aggravio di

spesa per lo Stato equivalente ad una manovra finanziaria.

E’ dunque economicamente strategico per lo Stato incrementare le risorse economiche affinché il sistema paritario possa sostenersi e le famiglie italiane possano sceglierlo.

Peraltro sulla questione il TAR Lombardia si è già espresso lo scorso 2 aprile dichiarando quanto segue: «La pluralità dell'offerta formativa è tale solo se i destinatari sono realmente posti nella condizione di accedere ai percorsi scolastici offerti» dalle scuole pubbliche paritarie, «perché solo così si tutela la libertà di scelta e si assicura la pari opportunità di accesso ai percorsi offerti dalle scuole non statali».

A garanzia della liberta di scelta educativa personalmente auspico l’adozione del Sistema Costo standard per alunno come strumento di finanziamento del sistema di istruzione nel suo complesso, formato dalle scuole statali e da quelle paritarie. È evidente infatti che il carattere di pubblico deriva dal servizio erogato a prescindere dal soggetto erogatore.

L’Italia rappresenta al riguardo l’unica eccezione in Europa rispetto al diritto, all’economia e al buon senso.


Approvazione rendiconto della gestione esercizio 2013

Il rendiconto della gestione è come noto la rappresentazione numerica di scelte politiche compiute nel corso dell’esercizio finanziario di riferimento, che producono effetti ovviamente nel corso di più anni.

Ogni scelta politica è per sua natura discutibile ed opinabile: talune delle scelte operate sono così state condivise da Sondrio Anch’io, mentre altre non sono state apprezzate, così come certamente come Gruppo avremmo individuato priorità differenti rispetto a quelle indicate da questa maggioranza.

 

Riguardo quindi al Rendiconto della gestione, partendo dall’analisi del risultato d’amministrazione si può constatare che dopo alcuni anni di riduzione (con un minimo storico raggiunto nel 2007), gli ultimi esercizi hanno visto tale valore crescere notevolmente fino a superare addirittura i 2,3 milioni di euro.

Questo dato da un certo punto di vista rappresenta un elemento positivo in quanto l’avanzo di amministrazione è il “tesoretto” dell’ente utilizzabile a vari scopi, fra cui nuovi investimenti. Ovviamente se cresce troppo, non è segno di buona gestione, in quanto sommariamente significa incassare più di quanto si sia in grado di spendere, sebbene vi siano poi tutti i vincoli legati al patto di stabilità che ben conosciamo.

La qualità del risultato d’amministrazione è comunque con gli anni migliorato anche grazie all’attenzione posta rispetto all’andamento dei residui attivi: quest’ultimi infatti tanto più vecchi sono tanto maggiore è la probabilità di insoluto (per quanto riguarda quei 66 mila euro da incassare dallo Stato chiedo se si sta facendo qualcosa per sollecitarne la liquidazione).

I residui passivi si attestano invece a complessivi 11 mln, che non è poco, anzi è tanto, ma paradossalmente non è abbastanza per godere di maggiori sconti sul Patto di stabilità, come assegnatici dalla Regione Lombardia e che si attestano a 226 mila euro (ben al di sotto degli 869 mila euro di sconto riconosciuto a Bormio).

 

L’indice di virtuosità pari 90,69 che considera:

1. flessibilità di bilancio (comprendente equilibrio di parte corrente, fattori di rigidità strutturale, grado di autofinanziamento della spesa in conto capitale, eventuale situazioni di deficit strutturale),

2. debito e sviluppo (capacità di pagamento della spesa in conto capitale e di quella corrente,  spese in conto capitale pro capite, rispetto del Patto di Stabilità, valore contabile della gestione di competenza)

3. autonomia finanziaria e capacità di riscossione,

colloca il Comune di Sondrio al 2° posto a livello Regionale, quindi un ottimo risultato.

 

Positivo è altresì il trend relativo all’indice di rigidità della spesa causata dal personale, che è in progressiva riduzione, così come l’indice di saturazione dei limiti di indebitamento.

 

Complessivamente dunque i dati di bilancio, per quanto ne capisca io, sono positivi e tendenzialmente in miglioramento.

Con questo ho finito le lodi.

Comincio quindi con le critiche anche perché come si sa la politica non è fatta solo di conti, altrimenti basterebbe l’ufficio ragioneria per fare andare avanti il comune.

 

Innanzitutto particolarmente perplesso mi ha lasciato la constatazione che a fronte di uno stanziamento di € 55.000 a titolo di Fondo per l’autofinanziamento progetti nell’ambito delle politiche sociali (che peraltro è un ammontare inferiore rispetto a quella degli anni scorsi), non è stato erogato neanche un centesimo. Di fatto questo significa minori spese per politiche sociali per 110 mila euro (visto che tali fondi garantiscono la compartecipazione alla spesa di altri soggetti) sostanzialmente l’assenza di nuovi progetti. Chiedo se è possibile avere un chiarimento in ordine a questo aspetto.

Peraltro complessivamente si registra il quarto calo consecutivo rispetto alle spese per politiche sociali … complessivamente circa € 600.000. Vero è che spesso le erogazioni dipendono da finanziamenti esterni però se neppure ciò che preventiviamo viene utilizzato, c’è qualche cosa che non va …

Ricordo che, come ben potrà confermare la mitica Gemma, che negli ultimi 4 anni il numero di chi bussa alla porta Caritas è raddoppiato, che i fondi di solidarietà delle diocesi sono aumentati dell’11% rispetto al 2013…

È vero che la sussidiarietà è importante però di fronte a questa situazione credo che anche il ns comune che comunque già fa, probabilmente potrebbe fare di più soprattutto a fronte delle crescenti e situazioni di disagio.

L’ISTAT al riguardo ci dice che nel 2012, il 12,7% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 3 milioni 232 mila) e il 6,8% lo è in termini assoluti (1 milione 725 mila). Tra il 2011 e il 2012 aumenta sia l'incidenza di povertà relativa (dall'11,1% al 12,7%) sia quella di povertà assoluta (dal 5,2% al 6,8%).

 

Qualche riflessione probabilmente va fatta anche rispetto al Piedibus che a fronte di un costo significativo non pare raggiungere il gradimento sperato. Forse il monte di € 18 mila euro sarebbe opportuno destinarlo ad altri servizi scolastici, come ad es. la famosa sezione primavera o ad una riduzione delle tariffe degli asili nido soprattutto se consideriamo il grado di copertura dei costi realizzata con le rette degli utenti che raggiunge il 92%; è vero quest’ultimo in valore assoluto sarebbe più altro, ma è altrettanto vero che gli asili nido di Sondrio sono tra i più cari d’Italia. Il che non può non farci interrogare. O si crede sui servizi all’infanzia o è meglio lasciar perdere.

Oppure se si ritiene che il costo dell’asilo sia troppo alto si potrebbe arrivare ad ipotizzare la sua privatizzazione come ad esempio è avvenuto a Vimercate a mano di un sindaco del PD, garantendo gli stessi servizi a parità di costo per gli utenti ma contestualmente una riduzione dei costi per il comune di € 180.000.

 

Un’altra considerazione riguarda il livello di tassazione che come ben noto è tra i più alti in Italia. A fronte della riduzione di incassi di addizionale IRPEF di € 300.000, che non è certo una cosa positiva, si riscontra altresì che la nostra addizionale è tra le aliquote più elevate in Italia. Stando alla recente classifica del sole 24 ore, infatti Sondrio si collocherebbe al 14° posto tra i capoluoghi italiani.

Questo dovrebbe renderci particolarmente attenti nell’esercizio della leva finanziaria soprattutto quando a breve, o almeno spero, ci troveremo a confrontarci sulla IUC nelle sue tre componenti, cercando fonti di finanziamento alternativi (bandi, collaborazione col sistema privato), verificando altresì i possibili tagli alle spese che potrebbero essere operati anche nella nostra amministrazione. È questo è tanto più urgente oggi, in cui la tassazione nazionale sta diventando sempre più insostenibile per le famiglie. Il caso di Vimercate che ho detto prima potrebbe essere applicato anche a Sondrio, magari in altri settori, garantendo minori costi e stessi servizi. Chiaro è richiesto un po’ di coraggio e lungimiranza.

 

Vorrei chiudere con delle considerazioni che per quanto apparentemente velenose vogliono essere di stimolo ad una maggioranza che vista dalla minoranza è estremamente sonnecchiosa.

Devo essere sincero ma sono molto deluso perché a fronte di tanti volti nuovi e giovani, di primo pelo, mi sarei aspettato un necessario sussulto di vitalità, idee nuove per la nostra città … invece niente, tutto tace.

Commissioni solo per ratificare regolamenti predisposti dai tecnici, nessun progetto innovativo. Probabilmente è difficile e non lo metto in dubbio però …. Dall’insediamento di questa maggioranza c’è stata solo un proposta nuova … anche se assolutamente inutile come i numeri lo dimostrano … e niente più … tutto tace.

In compenso è venuto meno il mercato delle erbe, è saltata la sezione primavera ….

Io credo che il ruolo dei consiglieri non sia solo quello di ratificare le scelte dei tecnici … non basta avere i conti a posto per dire che il comune va bene ….

Fuori da queste mura c’è una crisi economica che sta cambiando il mondo, il nostro mondo, ma qui non si muove niente, è un mero mantenimento dell’esistente ….

Però vorrei sentire anche l’altra parte… magari come maggioranza state facendo qualcosa ma non lo dite alle minoranze … come ad esempio è avvenuto per la lodevole iniziativa di Palco Libero, che in verità sarebbe dovuta rientrare nell’o.d.g. approvato all’unanimità “politiche di coinvolgimento del mondo giovanili” che presupponeva il tramite delle commissioni

Insomma sono personalmente deluso, molto deluso, per cui voto contro il bilancio come voto politico verso l’operato e l’inoperato della maggioranza.

 

  

 
Proteggiamo i bambini!
lunedě 20 gennaio 2014

Petizione contro la “Strategia” dell’UNAR e le direttive dell’OMS: proteggiamo i bambini!

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http://www.prolifenews.it/petizione-contro-la-strategia-dellunar-e-le-direttive-delloms-proteggiamo-bambini/

 

 

 
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